
Album "Apocalittici e integrati"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del saggio Apocalittici e integrati di Umberto Eco (1964), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore. Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica del lavoro di Eco.
Quello che qui proponiamo è il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni su altre raccolte documentarie). Non solo non c’è pretesa di esaustività, poniamo anzi una dichiarazione preventiva del fatto che maggiore attenzione si è data alla parte relativa ai fumetti, considerata più interessante e adatta al percorso di lettura del nostro gruppo, mentre canzone e TV sono trattate qui in maniera episodica. Non si fanno inoltre quasi riferimenti ai capitoli Cultura di massa e “livelli” di cultura e La struttura del cattivo gusto, che naturalmente sono però la base teorica implicata nella presentazione dei documenti da noi preparata come del lavoro di analisi dei testi - grafici, testuali e sonori - fatta dall’autore.
Dove non diversamente specificato, l’indicazione delle pagine del romanzo citate si riferisce alla prima edizione, pubblicata nel 1964.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.

Sala ascolto vinili in Salaborsa
La parte più interessante del discorso relativo alla musica in Apocalittici e integrati è quello che si sviluppa nel capitolo La musica e la macchina (p. 297-309):
«La conclusione è dunque (e vale anche per la “musica fatta a macchina”) che ogni forma d’arte si esercita su una “materia fisica” mettendo in opera una tecnica; che la complessità di questa tecnica non incide su quei fattori “umani” che presiedono all’esercizio dell’arte, ma li obbliga a manifestarsi semplicemente in modi diversi; che, infine, come la resistenza della pietra suggerisce allo scultore la forma da inventare, così le resistenze offerte da qualsiasi mezzo tecnico non uccidono l’immaginazione dell’artista, ma anzi la provocano e la stimolano secondo nuove direzioni» (p. 298).
Oltre che la produzione di musica, le nuove tecniche hanno «posto nuovi e inediti problemi circa la conservazione del prodotto musicale» (p. 306). Un tema che le biblioteche si sono trovate ad affrontare più volte negli ultimi decenni, stante la velocità con cui i supporti per l’ascolto e la conservazione della musica sono cambiati, o addirittura temporaneamente scomparsi e poi tornati al centro del gusto del pubblico. Il caso più recente ed eclatante è la riscoperta del vinile. Dopo avere citato un caso particolare come l’Archivio storico del Canzoniere delle Lame alla Biblioteca Lame - Cesare Malservisi, segnaliamo anche una recentissima iniziativa realizzata dalla Biblioteca Sala borsa, dove il 25 febbraio 2025 è stata inaugurata una sala attrezzata per l’ascolto di vinili. L’iniziativa è stata possibile grazie alla donazione della collezione di vinili della famiglia Santonastaso.
Anche l’edizione nazionale del Tg1 delle 13.30 di 6 marzo 2025 ha dedicato un servizio alla sala d’ascolto per i vinili di Salaborsa.